PROFILI D'ESISTENZE
27/02/2015 - 21:11:10

Profili d’esistenze – Una sinfonia di percezioni
Nell’opera "Profili d’esistenze", Marilina Frasci distilla la materia visiva fino a renderla puro flusso di colore, dove la figurazione si dissolve e si ricrea in un gioco di percezioni fluide e vibranti. L’immagine si muove tra astrazione e riconoscibilità, evocando un cavallo etereo, un’entità sospesa tra dimensioni, dove i confini della forma si sfaldano in un’energia cromatica viva e pulsante.
La potenza evocativa della composizione richiama le sperimentazioni di Franz Marc, con la sua capacità di trasfigurare l’animale in un simbolo spirituale, ma al tempo stesso si lega alle esperienze della pittura espressionista astratta, dove il colore diventa protagonista assoluto. La linea sinuosa e quasi elettrica rievoca la lezione di Kandinskij, la sua concezione di un’arte che parla direttamente all’anima attraverso armonie visive e ritmi interiori.
Ma Frasci non si limita al richiamo storico: il suo tratto digitale porta la pittura in una dimensione contemporanea, sfruttando la tecnologia per ottenere una vibrazione luminosa che appare quasi in movimento. I contorni sfumati e i contrasti tra neon ed ombre richiamano l’estetica del glitch art e della sintesi digitale, come se il soggetto emergesse da un flusso di dati e memoria, quasi fosse il residuo di un sogno algoritmico.
Questa opera è una celebrazione dell’identità mutevole, della percezione in continua trasformazione, dove il soggetto si dissolve e si ricompone nello sguardo di chi osserva. L’esistenza diventa un profilo cangiante, un riflesso di luce nel grande fluire del tempo e della coscienza.
Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.
Nell’opera "Profili d’esistenze", Marilina Frasci distilla la materia visiva fino a renderla puro flusso di colore, dove la figurazione si dissolve e si ricrea in un gioco di percezioni fluide e vibranti. L’immagine si muove tra astrazione e riconoscibilità, evocando un cavallo etereo, un’entità sospesa tra dimensioni, dove i confini della forma si sfaldano in un’energia cromatica viva e pulsante.
La potenza evocativa della composizione richiama le sperimentazioni di Franz Marc, con la sua capacità di trasfigurare l’animale in un simbolo spirituale, ma al tempo stesso si lega alle esperienze della pittura espressionista astratta, dove il colore diventa protagonista assoluto. La linea sinuosa e quasi elettrica rievoca la lezione di Kandinskij, la sua concezione di un’arte che parla direttamente all’anima attraverso armonie visive e ritmi interiori.
Ma Frasci non si limita al richiamo storico: il suo tratto digitale porta la pittura in una dimensione contemporanea, sfruttando la tecnologia per ottenere una vibrazione luminosa che appare quasi in movimento. I contorni sfumati e i contrasti tra neon ed ombre richiamano l’estetica del glitch art e della sintesi digitale, come se il soggetto emergesse da un flusso di dati e memoria, quasi fosse il residuo di un sogno algoritmico.
Questa opera è una celebrazione dell’identità mutevole, della percezione in continua trasformazione, dove il soggetto si dissolve e si ricompone nello sguardo di chi osserva. L’esistenza diventa un profilo cangiante, un riflesso di luce nel grande fluire del tempo e della coscienza.
Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.