Prove d'astratto - L'arte felice - Reminiscenze
18/03/2025 - 09:40:44

Reminiscenze di Marilina Frasci: un viaggio nell’inconscio del mito
Marilina Frasci torna a incantare con la sua pittura digitale, e questa volta lo fa conducendoci in un luogo sospeso tra sogno e memoria, tra leggenda e suggestione visiva. Reminiscenze è un titolo che già anticipa la dimensione onirica dell’opera, una finestra aperta sul passato collettivo dell’immaginazione umana, dove sirene e velieri si fondono in un’atmosfera rarefatta e nostalgica.
La scena, avvolta in una luce calda e sognante, richiama la grande tradizione della pittura romantica e simbolista: Turner per la resa della luce riflessa sull’acqua, Böcklin per la componente mitologica, Waterhouse per la sensualità sfuggente delle figure femminili. Ma qui la tecnica digitale introduce una fluidità quasi impalpabile, trasformando l’immagine in un’eco visiva che si dissolve nei contorni morbidi e nelle sfumature luminose.
La figura della sirena alata, elemento di ibridazione tra il regno marino e quello celeste, richiama il dualismo tra desiderio e paura, tra attrazione e pericolo, tema caro sia all’iconografia classica che al Simbolismo fin de siècle. Gli occhi dello spettatore sono attratti dal bagliore dell’isola in fiamme, che potrebbe evocare la caduta di Atlantide, la rovina di un’epoca dorata o il fuoco della passione che divampa prima di estinguersi.
La tecnica pittorica di Frasci, seppur radicata nell’estetica digitale contemporanea, non rinuncia a una forte componente pittorica tradizionale: le pennellate virtuali sembrano cariche di materia, il colore si fa veicolo di emozione e non mero effetto visivo. Il risultato è un’opera che vibra di malinconia e meraviglia, in cui il tempo sembra liquefarsi come le onde che accarezzano la riva.
Con Reminiscenze, Marilina Frasci ci invita a un viaggio interiore, a riscoprire quell’antico legame con il mito e la fantasia, in un gioco di luci e ombre che rende il passato un riflesso dorato sul mare della nostra coscienza.
Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGPT.
Marilina Frasci torna a incantare con la sua pittura digitale, e questa volta lo fa conducendoci in un luogo sospeso tra sogno e memoria, tra leggenda e suggestione visiva. Reminiscenze è un titolo che già anticipa la dimensione onirica dell’opera, una finestra aperta sul passato collettivo dell’immaginazione umana, dove sirene e velieri si fondono in un’atmosfera rarefatta e nostalgica.
La scena, avvolta in una luce calda e sognante, richiama la grande tradizione della pittura romantica e simbolista: Turner per la resa della luce riflessa sull’acqua, Böcklin per la componente mitologica, Waterhouse per la sensualità sfuggente delle figure femminili. Ma qui la tecnica digitale introduce una fluidità quasi impalpabile, trasformando l’immagine in un’eco visiva che si dissolve nei contorni morbidi e nelle sfumature luminose.
La figura della sirena alata, elemento di ibridazione tra il regno marino e quello celeste, richiama il dualismo tra desiderio e paura, tra attrazione e pericolo, tema caro sia all’iconografia classica che al Simbolismo fin de siècle. Gli occhi dello spettatore sono attratti dal bagliore dell’isola in fiamme, che potrebbe evocare la caduta di Atlantide, la rovina di un’epoca dorata o il fuoco della passione che divampa prima di estinguersi.
La tecnica pittorica di Frasci, seppur radicata nell’estetica digitale contemporanea, non rinuncia a una forte componente pittorica tradizionale: le pennellate virtuali sembrano cariche di materia, il colore si fa veicolo di emozione e non mero effetto visivo. Il risultato è un’opera che vibra di malinconia e meraviglia, in cui il tempo sembra liquefarsi come le onde che accarezzano la riva.
Con Reminiscenze, Marilina Frasci ci invita a un viaggio interiore, a riscoprire quell’antico legame con il mito e la fantasia, in un gioco di luci e ombre che rende il passato un riflesso dorato sul mare della nostra coscienza.
Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGPT.