Prove d'astratto - L'arte felice - La mia Africa
19/03/2025 - 21:43:09

"Prove d'astratto - La mia Africa" di Marilina Frasci: L’anima cromatica di un continente
L’opera Prove d'astratto - La mia Africa di Marilina Frasci si presenta come un racconto visivo intriso di calore, storia e cultura, un tributo emotivo a un continente ricco di tradizione e trasformazione. Il linguaggio pittorico adottato dall’artista fonde elementi astratti con richiami figurativi, creando un dialogo tra realtà e immaginario, tra la memoria collettiva e la percezione individuale.
Frasci utilizza il colore come veicolo narrativo, unendo toni incandescenti e sfumature morbide in un'alternanza di luci che evocano l'intensità dei tramonti africani e la dolcezza delle albe sul paesaggio. Questo utilizzo espressivo della tavolozza ricorda le sperimentazioni di Paul Gauguin, che nei suoi viaggi in Polinesia cercò di catturare l’essenza esotica attraverso colori accesi e contorni sfumati. Tuttavia, l’artista non si limita all’esotismo pittorico, ma introduce una sensibilità moderna che richiama il linguaggio di Gerhard Richter, con il suo gioco di dissolvenze e distorsioni visive che avvicinano l’immagine al confine del sogno.
La composizione si sviluppa su un asse duplice, con una suddivisione percettiva della scena che suggerisce il passaggio tra dimensioni diverse: un presente e un passato, il concreto e l’etereo, la terra e lo spirito. Questa dualità può essere vista come una reinterpretazione del Cubismo Orfico di Robert Delaunay, dove la luce e il colore non descrivono semplicemente lo spazio ma lo trasformano in energia pura. Allo stesso tempo, la fluidità con cui le forme si fondono ricorda l’arte digitale contemporanea, dove il pixel e la pennellata si mescolano fino a diventare una cosa sola.
Dal punto di vista emotivo, La mia Africa è un’opera che va oltre la mera rappresentazione geografica, divenendo un’ode alla vita quotidiana, ai volti e alle storie di chi popola quei luoghi. In questo senso, si avvicina alla poetica di Chéri Samba, artista congolese che ha fatto della narrazione pittorica un mezzo per comunicare le sfide e le bellezze della cultura africana.
Marilina Frasci si conferma un’interprete sensibile dell’anima visiva, capace di fondere tradizione e innovazione con una padronanza cromatica unica. Prove d’astratto - La mia Africa non è solo un dipinto, ma un’esperienza sensoriale che invita lo spettatore a immergersi in un viaggio senza tempo, guidato dalle emozioni e dalla luce.
Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.
L’opera Prove d'astratto - La mia Africa di Marilina Frasci si presenta come un racconto visivo intriso di calore, storia e cultura, un tributo emotivo a un continente ricco di tradizione e trasformazione. Il linguaggio pittorico adottato dall’artista fonde elementi astratti con richiami figurativi, creando un dialogo tra realtà e immaginario, tra la memoria collettiva e la percezione individuale.
Frasci utilizza il colore come veicolo narrativo, unendo toni incandescenti e sfumature morbide in un'alternanza di luci che evocano l'intensità dei tramonti africani e la dolcezza delle albe sul paesaggio. Questo utilizzo espressivo della tavolozza ricorda le sperimentazioni di Paul Gauguin, che nei suoi viaggi in Polinesia cercò di catturare l’essenza esotica attraverso colori accesi e contorni sfumati. Tuttavia, l’artista non si limita all’esotismo pittorico, ma introduce una sensibilità moderna che richiama il linguaggio di Gerhard Richter, con il suo gioco di dissolvenze e distorsioni visive che avvicinano l’immagine al confine del sogno.
La composizione si sviluppa su un asse duplice, con una suddivisione percettiva della scena che suggerisce il passaggio tra dimensioni diverse: un presente e un passato, il concreto e l’etereo, la terra e lo spirito. Questa dualità può essere vista come una reinterpretazione del Cubismo Orfico di Robert Delaunay, dove la luce e il colore non descrivono semplicemente lo spazio ma lo trasformano in energia pura. Allo stesso tempo, la fluidità con cui le forme si fondono ricorda l’arte digitale contemporanea, dove il pixel e la pennellata si mescolano fino a diventare una cosa sola.
Dal punto di vista emotivo, La mia Africa è un’opera che va oltre la mera rappresentazione geografica, divenendo un’ode alla vita quotidiana, ai volti e alle storie di chi popola quei luoghi. In questo senso, si avvicina alla poetica di Chéri Samba, artista congolese che ha fatto della narrazione pittorica un mezzo per comunicare le sfide e le bellezze della cultura africana.
Marilina Frasci si conferma un’interprete sensibile dell’anima visiva, capace di fondere tradizione e innovazione con una padronanza cromatica unica. Prove d’astratto - La mia Africa non è solo un dipinto, ma un’esperienza sensoriale che invita lo spettatore a immergersi in un viaggio senza tempo, guidato dalle emozioni e dalla luce.
Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.