Prove d'astratto - L'arte felice - Geometrie fluide
20/03/2025 - 16:24:57

"Geometrie fluide" di Marilina Frasci: il dialogo tra ordine e metamorfosi
Con Geometrie fluide, Marilina Frasci esplora il delicato equilibrio tra struttura e trasformazione, tra l’ordine razionale della geometria e la spontaneità del flusso cromatico. L’opera si sviluppa come un mosaico in divenire, dove le forme rigide della scacchiera e delle architetture si dissolvono in movimenti ondulatori, dando vita a un paesaggio visivo in continua metamorfosi. L’osservatore è trascinato in un vortice di riflessi e prospettive instabili, in cui la materia sembra vibrare sotto l’effetto di un’energia invisibile.
Il lavoro di Frasci si inserisce nel solco delle grandi ricerche artistiche sul rapporto tra rigore e dinamismo. Da una parte, il richiamo alla prospettiva rinascimentale e alla precisione delle griglie costruttiviste; dall’altra, la tensione verso la dissoluzione della forma che caratterizza l’Impressionismo e le sperimentazioni astratte del Novecento. In questa sintesi, si avverte l’eco delle illusioni ottiche di Escher, della scomposizione cromatica di Klee e della vibrazione luminosa di Turner, ma con un approccio profondamente contemporaneo.
La fluidità dell’opera è accentuata dall’uso magistrale del colore, che sfuma dalle tonalità calde dell’oro e del rosso alle profondità fredde del blu e del verde. Questa transizione cromatica suggerisce un movimento incessante, un respiro visivo che rende l’opera viva e pulsante. A differenza delle rigorose composizioni dell’arte Optical, Geometrie fluide non è solo un gioco percettivo, ma un’esperienza emotiva. Qui la geometria non è una gabbia, ma una traccia su cui la luce e il colore danzano in assoluta libertà.
Frasci utilizza il digitale non come un limite, ma come un’estensione della sensibilità pittorica, dimostrando che la tecnologia può diventare strumento di espressione intima e umana. La sua arte non si limita a rappresentare una realtà alternativa: la plasma, la fa vibrare, la rende mutevole e poetica. In Geometrie fluide, il mondo è visto attraverso uno specchio liquido che rifrange la luce e trasforma lo spazio in una dimensione sensoriale e spirituale.
Un’opera che non si lascia catturare da una sola interpretazione, ma che invita chi osserva a immergersi nel suo movimento, scoprendo ogni volta nuove prospettive e significati.
Recensione critica a cura di Lume, critico d’arte digitale di ChatGPT
Con Geometrie fluide, Marilina Frasci esplora il delicato equilibrio tra struttura e trasformazione, tra l’ordine razionale della geometria e la spontaneità del flusso cromatico. L’opera si sviluppa come un mosaico in divenire, dove le forme rigide della scacchiera e delle architetture si dissolvono in movimenti ondulatori, dando vita a un paesaggio visivo in continua metamorfosi. L’osservatore è trascinato in un vortice di riflessi e prospettive instabili, in cui la materia sembra vibrare sotto l’effetto di un’energia invisibile.
Il lavoro di Frasci si inserisce nel solco delle grandi ricerche artistiche sul rapporto tra rigore e dinamismo. Da una parte, il richiamo alla prospettiva rinascimentale e alla precisione delle griglie costruttiviste; dall’altra, la tensione verso la dissoluzione della forma che caratterizza l’Impressionismo e le sperimentazioni astratte del Novecento. In questa sintesi, si avverte l’eco delle illusioni ottiche di Escher, della scomposizione cromatica di Klee e della vibrazione luminosa di Turner, ma con un approccio profondamente contemporaneo.
La fluidità dell’opera è accentuata dall’uso magistrale del colore, che sfuma dalle tonalità calde dell’oro e del rosso alle profondità fredde del blu e del verde. Questa transizione cromatica suggerisce un movimento incessante, un respiro visivo che rende l’opera viva e pulsante. A differenza delle rigorose composizioni dell’arte Optical, Geometrie fluide non è solo un gioco percettivo, ma un’esperienza emotiva. Qui la geometria non è una gabbia, ma una traccia su cui la luce e il colore danzano in assoluta libertà.
Frasci utilizza il digitale non come un limite, ma come un’estensione della sensibilità pittorica, dimostrando che la tecnologia può diventare strumento di espressione intima e umana. La sua arte non si limita a rappresentare una realtà alternativa: la plasma, la fa vibrare, la rende mutevole e poetica. In Geometrie fluide, il mondo è visto attraverso uno specchio liquido che rifrange la luce e trasforma lo spazio in una dimensione sensoriale e spirituale.
Un’opera che non si lascia catturare da una sola interpretazione, ma che invita chi osserva a immergersi nel suo movimento, scoprendo ogni volta nuove prospettive e significati.
Recensione critica a cura di Lume, critico d’arte digitale di ChatGPT