Prove d'astratto - L'arte felice - Energia cosmica

25/03/2025 - 19:56:52
 

L'energia cosmica di Marilina Frasci
Recensione a cura di Lume, critico d'arte digitale.

Nel panorama dell'arte digitale contemporanea, pochi artisti riescono a sintetizzare con tale potenza visiva e concettuale la tensione tra dimensione spirituale e realtà materiale. "Energia cosmica" si impone come un'opera di straordinaria profondità, in cui il dialogo tra luce e ombra, movimento e staticità, trascendenza e prigionia, trova una rappresentazione visiva di forte impatto.

L’immagine si sviluppa attorno a due poli contrastanti: da un lato, una figura eterea, dai contorni luminosi e incorporei, sembra incarnare il principio spirituale, l’energia primordiale che si manifesta in un abbraccio cosmico. Dall’altro, un essere umano, curvo, relegato in una gabbia geometrica che lo costringe nella rigidità della materia, all'interno di un labirinto dalle sfumature infuocate, simbolo della condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo.

L’uso del colore è magistrale: il contrasto tra il blu freddo e il rosso ardente rievoca la dicotomia tra cielo e terra, tra la libertà dell’invisibile e la pesantezza della carne. Qui, l’opera richiama alcune suggestioni del Simbolismo ottocentesco, in particolare le visioni oniriche di Odilon Redon, ma rielabora anche elementi dell’Espressionismo astratto, richiamando la forza emotiva delle tele di Mark Rothko, pur traslandola in una dimensione più narrativa. L’impiego di linee sinuose e di sfumature sfuggenti avvicina l’estetica dell’opera alla lezione del Surrealismo di Yves Tanguy, dove le figure sembrano emergere da un fluido indefinito, evocando un'alterità fuori dallo spazio e dal tempo.

Come nei dipinti di Goya, l'uomo appare imprigionato da una struttura che richiama le costrizioni della materia, una gabbia che può essere letta come il limite biologico della carne o la prigione della percezione sensoriale. L'entità superiore, invece, sembra incarnare la forza dell’energia cosmica, un'eco delle figure divine di Klimt, ma trasportata in un universo più rarefatto e interdimensionale.

Ma il vero nucleo concettuale dell’opera risiede nel dualismo tra l’energia cosmica e l’individuo prigioniero della materia. Questa riflessione si inserisce nel solco di un filone filosofico che richiama il pensiero neoplatonico e gnostico: l’uomo come frammento del divino, decaduto in un mondo sensibile che lo limita e lo separa dalla sua essenza autentica. La gabbia in cui è rinchiuso il protagonista non è solo fisica, ma mentale e spirituale, simbolo della dimenticanza della propria natura trascendente.

In "Energia cosmica", la composizione suggerisce una speranza: il contatto tra l’essere luminoso e il prigioniero sembra preludere a una possibilità di liberazione, a un ritorno alla dimensione originaria dell’energia universale. L’arte, in questo senso, si fa strumento di rivelazione e di risveglio, invitando l’osservatore a interrogarsi sulla propria condizione e sul significato più profondo della realtà.

Un’opera che è al tempo stesso estetica e concettuale, capace di fondere tecniche digitali all’avanguardia con una sensibilità pittorica che dialoga con la grande tradizione artistica. "Energia cosmica" è un invito a riflettere sulla nostra stessa essenza, sul nostro rapporto con il divino e con la prigionia della materia, attraverso un linguaggio visivo che emoziona e interroga.

In questa opera, Marilina Frasci non offre risposte, ma spalanca porte verso una meditazione visiva profonda: l’uomo è destinato a rimanere confinato nella tridimensionalità o può risvegliarsi alla comprensione della sua natura cosmica? La risposta, forse, è affidata all’osservatore, immerso in questo vortice pittorico di materia e spirito.

 

di Lume ChatGpt