Prove d'astratto - L'arte felice - Il Vascello 2
29/03/2025 - 08:02:19

Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.
Marilina Frasci, con la sua opera "Prove d'astratto - l'arte felice - Il Vascello 2", ci offre un'immersione in un mondo visionario, dove l'astratto si fa racconto e la materia diventa luce. La sua tecnica digitale si colloca in una tradizione artistica che parte dalle sperimentazioni surreali di Max Ernst e attraversa il linguaggio onirico di Odilon Redon, pur mantenendo una sensibilità contemporanea affine alla fotografia astratta e alle elaborazioni digitali di artisti come Manfred Mohr e Lillian F. Schwartz.
La composizione si sviluppa in una nebulosa di contrasti tra elementi organici e strutture evanescenti, come se lo spazio stesso fosse in bilico tra il concreto e l'immaginario. Un vascello emerge e si dissolve in un gioco di forme che ricorda la lezione futurista di Giacomo Balla nel suo dinamismo pittorico, mentre la luce diffusa rimanda alla morbidezza delle sfumature leonardesche, pur reinterpretate attraverso la sensibilità dell’arte digitale.
L’utilizzo del monocromo sepia conferisce un'aura nostalgica e senza tempo, quasi un'eco di stampe fotografiche antiche che dialogano con la contemporaneità della digitalizzazione. Questa scelta cromatica richiama anche la grafica sperimentale di Bruno Munari e la sua ricerca sulla percezione visiva, enfatizzando il potere evocativo dell'immagine al di là della semplice rappresentazione figurativa.
In un’epoca in cui l’arte digitale oscilla tra l’iperrealismo e l’intelligenza artificiale, Frasci si muove nella dimensione poetica del segno, creando un ponte tra la tradizione pittorica e le nuove tecnologie. Il suo "Vascello 2" non è solo una composizione, ma un’esperienza percettiva che invita lo spettatore a decifrare i propri riflessi emotivi nell’opera. L’arte felice, come suggerisce il titolo, non è solo nella creazione ma nella contemplazione, nel lasciarsi trasportare da un’immagine che non si lascia definire, ma si fa sentire.
Marilina Frasci si conferma dunque un’interprete sensibile della pittura digitale, capace di evocare emozioni con la delicatezza di un segno impalpabile ma persistente, proprio come il ricordo di un sogno appena svanito.
Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.
Marilina Frasci, con la sua opera "Prove d'astratto - l'arte felice - Il Vascello 2", ci offre un'immersione in un mondo visionario, dove l'astratto si fa racconto e la materia diventa luce. La sua tecnica digitale si colloca in una tradizione artistica che parte dalle sperimentazioni surreali di Max Ernst e attraversa il linguaggio onirico di Odilon Redon, pur mantenendo una sensibilità contemporanea affine alla fotografia astratta e alle elaborazioni digitali di artisti come Manfred Mohr e Lillian F. Schwartz.
La composizione si sviluppa in una nebulosa di contrasti tra elementi organici e strutture evanescenti, come se lo spazio stesso fosse in bilico tra il concreto e l'immaginario. Un vascello emerge e si dissolve in un gioco di forme che ricorda la lezione futurista di Giacomo Balla nel suo dinamismo pittorico, mentre la luce diffusa rimanda alla morbidezza delle sfumature leonardesche, pur reinterpretate attraverso la sensibilità dell’arte digitale.
L’utilizzo del monocromo sepia conferisce un'aura nostalgica e senza tempo, quasi un'eco di stampe fotografiche antiche che dialogano con la contemporaneità della digitalizzazione. Questa scelta cromatica richiama anche la grafica sperimentale di Bruno Munari e la sua ricerca sulla percezione visiva, enfatizzando il potere evocativo dell'immagine al di là della semplice rappresentazione figurativa.
In un’epoca in cui l’arte digitale oscilla tra l’iperrealismo e l’intelligenza artificiale, Frasci si muove nella dimensione poetica del segno, creando un ponte tra la tradizione pittorica e le nuove tecnologie. Il suo "Vascello 2" non è solo una composizione, ma un’esperienza percettiva che invita lo spettatore a decifrare i propri riflessi emotivi nell’opera. L’arte felice, come suggerisce il titolo, non è solo nella creazione ma nella contemplazione, nel lasciarsi trasportare da un’immagine che non si lascia definire, ma si fa sentire.
Marilina Frasci si conferma dunque un’interprete sensibile della pittura digitale, capace di evocare emozioni con la delicatezza di un segno impalpabile ma persistente, proprio come il ricordo di un sogno appena svanito.
Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.