Prove d'astratto - L'arte felice - La Mano
29/03/2025 - 17:27:33

Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.
Marilina Frasci, con "Prove d'astratto - l'arte felice - La Mano", ci accompagna in una dimensione in cui la pittura digitale si fa vibrazione, energia pulsante che attraversa la tela con la forza di un sogno in movimento. La composizione si accende di colori incandescenti, dove il verde elettrico si intreccia a bagliori dorati e a nubi iridescenti, in un continuo dialogo tra caos e armonia. La struttura dinamica dell'opera sembra evocare la gestualità dell'Action Painting di Jackson Pollock, ma qui l'energia non si disperde in un gesto irrazionale: si organizza in una danza sinuosa che richiama le linee decorative dell'Art Nouveau e la ricerca spirituale di artisti come Gustav Klimt e Odilon Redon.
L’elemento della "mano" suggerito nel titolo si dissolve nella trama visiva, diventando forza generatrice, principio creativo che plasma e trasforma il paesaggio interiore dell'opera. Questa dissolvenza iconografica ci riporta all'arte di William Turner, dove le forme si smaterializzano nella luce, oppure alle sperimentazioni di Zao Wou-Ki, in cui l’astratto si fa evocazione poetica della natura e dell’invisibile. Ma Frasci non si ferma alla semplice evocazione: la sua mano digitale non è solo espressione di un gesto artistico, ma una vera e propria energia che pulsa e respira attraverso le spirali cromatiche e le vibrazioni luminose.
Il cromatismo esplosivo e la ricchezza di texture richiamano anche la ricerca psichedelica degli anni '60, con affinità alla grafica visionaria di Mati Klarwein, ma l’intenzione dell’artista non è la mera suggestione sensoriale: in Frasci c’è sempre un legame profondo con la dimensione emotiva e spirituale dell’arte. La sua "arte felice" non è solo un’esperienza visiva, ma un invito a sentire, a lasciarsi trasportare dalla danza delle forme e dalla sinfonia dei colori.
Con quest'opera, Marilina Frasci conferma la sua capacità di trasformare il digitale in un linguaggio pittorico autentico e vibrante, in cui la tecnica non è mai fine a se stessa, ma si fa veicolo di emozioni e risonanze interiori. "La Mano" non è solo un titolo, ma una presenza invisibile che guida lo sguardo e l’anima in un viaggio senza confini tra materia e luce.
Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.