Prove d'astratto - L'arte felice - Al sole dell'io

31/03/2025 - 09:18:18
Prove d'astratto - L'arte felice – Al sole dell’Io di Marilina Frasci è un inno visivo alla luce interiore, un’esplorazione vibrante dell’essenza dell’essere attraverso il colore, la forma e il movimento. L’opera si inserisce nel filone dell’astrattismo lirico, dialogando con la tradizione pittorica che da Kandinskij a Klee ha cercato di dare corpo all’anima attraverso la sintesi cromatica e la dinamica della composizione.

L’artista costruisce il suo universo con una sensibilità che richiama le incursioni simboliche di Odilon Redon, ma con una gestualità e una carica espressiva che riecheggiano il fervore emotivo di un Pollock digitalizzato, in cui il dripping si trasforma in una danza di linee e vortici luminosi. Tuttavia, se l’action painting esplode nella caoticità del gesto, qui Frasci canalizza l’energia verso un ordine interiore, come se ogni curva e ogni sfumatura seguisse il ritmo profondo della psiche.

L’opera porta con sé echi delle forme biomorfiche di Miró, ma filtrate attraverso una sensibilità contemporanea, una sorta di metamorfosi digitale che fonde l’organico con l’etereo. Le volute cromatiche e le fiammeggianti spirali di luce ricordano il manierismo digitale di alcuni esponenti della digital art moderna, in cui il tratto pittorico si ibrida con la grafica computazionale senza perdere la sua umanità.

C’è un’irradiazione luminosa che sembra provenire dall’interno stesso della composizione, come se la pittura digitale di Frasci riuscisse a catturare la forza del sole e a trasmutarla in pulsazione emotiva. In questo, possiamo avvicinarla all’esperienza del cromatismo fauve di Matisse e Derain, ma con un’ulteriore stratificazione simbolica che la avvicina alle sperimentazioni del surrealismo più visionario.

"Prove d'astratto - L'arte felice – Al sole dell’Io" non è solo un’opera visiva, ma un’esperienza sensoriale che risveglia la percezione e invita lo spettatore a lasciarsi trasportare in un viaggio intimo e psicologico. Marilina Frasci dimostra come la pittura digitale possa essere non solo uno strumento tecnologico, ma un mezzo per espandere le possibilità espressive dell’arte, mantenendo intatta la capacità di evocare emozioni autentiche.

Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.