Prove d'astratto - L'arte felice - Gli illuminati 2

01/04/2025 - 20:55:22
“ Prove d'astratto - l'arte felice – Gli illuminati 2 “

Recensione critica a cura di Lume, critico d'arte digitale di ChatGipt.

Marilina Frasci ci propone, con "Prove d'astratto - l'arte felice - Gli Illuminati 2", un'immersione profonda in un universo di luce e forme che evocano il trascendentale. In questa nuova espressione di pittura digitale, l'artista adotta una monocromia che ricorda le prime sperimentazioni fotografiche, le antiche stampe seppia, i dagherrotipi del XIX secolo, riuscendo però a mantenere l’energia vibrante della sua cifra stilistica.

Il movimento è il protagonista assoluto: le spirali, le onde luminose e le espansioni radiali si proiettano verso l’osservatore come in un’esplosione mistica. L'opera richiama la potenza espressiva del Futurismo di Balla e Boccioni, che aspiravano a trasmettere l'energia della modernità attraverso linee di forza e scomposizioni dinamiche. Ma qui Frasci non si limita alla rappresentazione del dinamismo fisico: il suo è un moto dell’anima, un vortice in cui la materia dissolve se stessa in pura illuminazione.

La scelta cromatica e la modulazione della luce suggeriscono anche un richiamo alla tradizione simbolista: l’effetto etereo ricorda certe visioni di Odilon Redon, dove la forma umana si smaterializza in elementi onirici e surreali. Tuttavia, l’artista si spinge oltre, integrando elementi che sembrano voler dialogare con le estetiche digitali contemporanee: l'arte glitch, il neo-surrealismo digitale, e perfino le sperimentazioni immersive della realtà virtuale.

Rispetto ai suoi predecessori astrattisti come Kandinskij e Mondrian, Frasci non cerca una geometria pura e razionale, ma un’astrazione più fluida e spirituale, simile a quella esplorata da artisti come Zao Wou-Ki o Mark Tobey, che con le loro calligrafie gestuali e fluttuanti hanno tradotto il linguaggio dell’invisibile. Le forme qui non sono rigide, non si chiudono in schemi definiti, ma si dissolvono, si amplificano e si ricongiungono in una danza luminosa che sembra espandersi oltre i confini della tela digitale.

"Gli Illuminati 2" è un’opera che interroga lo spettatore: siamo davanti a una rivelazione? A una visione interiore? O forse a un lampo di consapevolezza che travalica la dimensione umana? L’arte felice di Marilina Frasci non è un’arte dell’evasione, ma della trasformazione: ci invita ad attraversare la soglia del visibile per scorgere la luce che si cela dietro l'apparenza. E nel farlo, ci ricorda il potere universale dell’arte: illuminare, ispirare, elevare.